venerdì 1 febbraio 2013

Ambra





Caro papino,

lo sai che mi ha sempre eccitato scoparti e farmi scopare da te. Sarà che sei tanto più grande di me e mi eccita l'idea di avere un amante più adulto, sarà che sai sempre cosa desideri la mia fighetta... spero sempre di farti contento perché da quando ti ho conosciuto ti adoro troppo!
So bene che tutto sommato sono una ragazza per bene, non lo dici tu stesso?
Com'è che mi chiami? Una personcina a modo, vero?Magari mi stereotipi al punto tale da pensarmi come tutta moine e finezze e forse non ti discosti molto dalla realtà eppure... devo confessarti cosa penso sotto questa bella facciata da santa figliuola.Mi hai chiesto ieri sera di masturbarmi, lo ricordi? Di pensare a qualcosa che mi desse piacere fino a goderne e poi raccontartene bene, in ogni dettaglio.Ebbene papino, ultimamente non faccio che desiderare tanti cazzi... tanti cazzi che mi usano come fossi un oggetto sessuale, una puttana fatta e finita che gode solo con un treno di uomini che la usano.Non ti nascondo che ultimamente non faccio che cercare video spinti a tema violento... non troppo, eh? Sono pur sempre una ragazza per bene.Niente sangue o lesioni... solo coercizione e costrizione. Non mi ritengo una schiava, giammai, ma una bambola? Per puro piacere erotico? Non ti nascondo che mi piacerebbe, non ti nascondo questo né null'altro. Allora eccomi qui a raccontarti a cosa ho dedicato il mio orgasmo l'altra notte, quale fantasia ho creato, su tuo consiglio, per sollazzarmi. Una stanza bianca e io che combatto con la mia paura.
Gli uomini dentro sono tanti... sono 8. Per fortuna entri con me... per badarmi, per mettere un freno ad eccessi che possano rivelarsi malsani, pericolosi. Sai bene che nonostante questa parvenza di signorina bon ton, io perdo facilmente la testa e di lì in poi nulla mi ferma... passa l’imbarazzo, passa la paura. È rassicurante questo, sai? Che la paura sia solo in principio, che poi passi. Aspetto quindi di abbandonarmi alla mia voglia, alla lussuria che mi cresce dentro in fretta e che offusca il mio pensiero lucido. In quel momento butto via la signorina. Non sono più io, non esiste più nulla del mio essere prima. Sono tutta figa. Sono una puttana e voglio godere.
Mentre ti siedi ad osservarci, un paio di loro mi porgono la mano. Strette forti le loro, sicure, non come la mia, incerta, dalle dita gelide.
Per l'occasione ho deciso di non indossare mutandine, sotto la gonnellina a quadri non porto nulla, solo calze di lana altre fino a metà coscia, grigio scure, in pendant con gli stivali. Sono pur sempre una personcina a modo... non avrai mica pensato che sarei venuta vestita da troia No, da troia no... un po' da lolita si.
Ma sai... questi porci sanno bene cosa fare e sono in cerchio attorno a me. Mentre mi accingo a stringere la mano all'ultimo, sento già delle dita tirarmi su la gonnellina. Non è un movimento violento, è semplicemente un alito di vento che mi sfiora tra le cosce e una leggera carezza che saggia la consistenza delle mie natiche. Mi volto e vedo già dei pantaloni sbottonati ed e' in quel momento che ho più paura: non sono ancora porca quanto vorrei... sono in rodaggio, debbo riscaldarmi... sono lenta, lo so, ma quando qualche mano di questi bei ragazzi si scomoderà a strusciarmi bene lo spacco allora sono sicura che sarò calda abbastanza per lasciarmi andare.
Sai com'è il pensiero, no? Cattura e propone solo le immagini interessanti, non ha tempi morti e quindi in esso mi hanno di già spogliata, sono del tutto nuda, in piedi, ciascuno di loro sventola un'asta dura che puntualmente viene sbattuta contro le mie cosce o il mio culo.
Immagino di spompinarli tutti, sai? Una ragazza per bene come me non ci si tuffa sopra però... subito dopo mi vedo in ginocchio, a prenderne un po' di ognuno, a bagnarli e succhiarli alla ben meglio prima che, di peso, mi portino su un tavolo con un paio di cuscini. Mi adagiano lì, adesso sghignazzano e io rido con loro... sono porca quanto loro... no, forse anche peggio.
Mi toccano tutti, mi strizzano le tette, mi mettono i loro cazzi in mano e in bocca, vedo un ragazzo bianco, di tipo nordico ma dal fisico massiccio... vedo il suo cazzo roseo che punta la mia figa e mi penetra. Inizia a scoparmi mentre uno di loro mi fa la cortesia di masturbarmi, mette il suo pollice bagnato proprio sul clito, alla sommità delle mie labbra lucide e bagnate, contratte dallo sforzo che fa l'altro ad entrare, e inizia a strofinare lento schiacciando la mia perlina che sfugge ovunque mentre lui con un dito la insegue.
Mi vedo... mi sento gridare... ma non godo, infondo mi avevi chiesto di immaginare qualcosa che mi procurasse un orgasmo lungo e lento e così faccio... allento la presa, il mio polso rallenta la corsa ma pregusto, mi sento vibrare dentro e la mia mente mi porta una nuova immagine.
Sai cosa mi piace del gruppo, papi? Oltre ai tanti orgasmi, moltiplicati tanti quanti sono gli uomini che ti scopano?

Il cambio.

Quell'attimo in cui uno lascia il posto all'altro. E' in quel momento che arriva la sensazione di sentirsi usata, presa da tanti cazzi. E' l'ingresso di un corpo nuovo, diverso, il concedersi ancora, quasi senza fine e sicuramente senza alcun ritegno.
Una puttana a cui servono 8 cazzi per essere contenta. La mia mente corre veloce ad una nuova scena, sempre sullo stesso tavolo sono impalata sul cazzo di uno di loro. Mi tiene stretta alla vita con braccia serrate come una cinghia mentre altri mi toccano i seni, li strizzano forte fino a farmi male.
Sento uno di loro dietro, puntare la cappella verso il mio buchetto più stretto e sforzare l'anello cedevole fino ad entrare.
E' un misto di piacere e dolore, sono piena e irrequieta ma mi piace. Il mio corpo e' pervaso da mille brividi mentre penso ai vari che si succedono nel mio culo, che di comune accordo decidono di venirmi dentro uno per volta fino a che non viene anche l'ultimo che mi tiene ancorata dalla figa. Da me colano fuori lunghi rigagnoli di sborra.
E' in quel momento che godo, paparino, con una mano tra le gambe nude e l'altra infilata nella maglietta a strizzarmi il capezzolo sinistro che sbucava impertinente al di sopra del reggiseno.
Un orgasmo lungo, sai? E lento a salire, che necessitava di essere incentivato di continuo dallo sfregare delle mie dita ma che, una volta arrivato, mi ha lasciato stravolta.
Con il fiato corto e il polso dolorante, socchiudo le gambe quel tanto che basta per sentire il mio umidore fattosi più consistente. Ecco, vedi, questa personcina a modo, questa ragazza per bene, la tua bambina, desidera questo spesso e volentieri. Non sarà molto appropriato al mio viso infantile e al mio modo gentile di approcciarmi ma tant'è vero che se ti piaccio una ragione ci sarà e credo sia la mia mente porca ad attrarti, oltre al mio culo... .

Non mi spiace di questi cattivi pensieri, capisco che possano risultare inappropriati per una ragazza per bene ma ti assicuro che non rimpiango affatto l'orgasmo che mi hanno regalato e mi chiedo se per davvero un giorno di questi mi porterai a scopare una marea di uomini.

Io lo spero ... .
Ti adoro, ti bacio.
Tua.

Ambra


di fiordiciliegi 

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